RISULTATI DELL'INDAGINE
Dai risultati del monitoraggio della soddisfazione dei genitori nell'anno scolastico 2001/2002 era emerso come aspetto di criticità il problema dei compiti a casa.
Per capire le motivazioni che stavano alla base di questa valutazione, nell'anno scolastico 2002/2003 è stato da voi compilato un questionario che aveva l'obiettivo di indagare i seguenti aspetti:
- Quantità
- Motivazione
- Aspetti metodologici
- Tempo
Dai risultati è emerso che:
- I compiti risultano troppi in 7 classi su 14;
- I compiti risultano ben distribuiti nell'arco della settimana solo nelle classi 1° e in alcune classi 2°;
- L'80% dei ragazzi scrive regolarmente i compiti sul diario. Di questi il 40% non li scrive sempre in modo chiaro mentre è del 15% la percentuale di ragazzi che spesso non sa come il compito deve essere eseguito;
- L'autonomia nell'esecuzione aumenta con l'età: è intorno al 60% in 1°, in 2° raggiunge l'80% e in 3° del 90%.
- Di conseguenza maggiore in 1° la quantità di ragazzi che chiede aiuto ai genitori per l'esecuzione dei compiti (56%), mentre è del 41% in 2° e del 33% in 3°.
E' inoltre significativo che il 32% dei ragazzi esegue i compiti solo in presenza dei genitori mentre è bassissima la percentuale di ragazzi che chiede aiuto ai compagni;
- Solo il 15% dei ragazzi incontra difficoltà a capire come deve essere eseguito il compito scritto mentre del 35% la percentuale dei ragazzi a cui capita di non capire ciò che studia.
- Studia volentieri solo il 4% dei ragazzi di 1°, l'8% dei ragazzi di 2° e il 22% dei ragazzi di 3°;
- Il 50% dei genitori intervistati ritiene che il modo migliore per sostenere i figli sia quello di far loro percepire che per noi i compiti e lo studio sono un valore;
- Il 55% dei genitori pensa che gli insegnanti dovrebbero prevedere il tempo necessario per l'esecuzione dei compiti e tener conto del numero di ore giornaliero che l'alunno trascorre a scuola oltre che insegnare a pianificare l'esecuzione dei compiti nell'arco della settimana;
VALORE PEDAGOGICO DEL COMPITO
Noi insegnanti abbiamo riflettuto sul valore pedagogico del compito a casa.
Abbiamo schematizzato in questo documento le nostre osservazioni che sottoponiamo alla vostra attenzione convinti che sia fondamentale discutere insieme e collaborare per ridare al compito il valore educativo e formativo che ha.
Pedagogicamente il compito individuale è una risorsa importante che aiuta il ragazzo a sviluppare gradualmente:
- la capacità di progettare l'uso del tempo
- l'organizzazione dello spazio di lavoro
- l'organizzazione dei materiali e degli strumenti
- le strategie cognitive e metacognitive necessarie al suo svolgimento
- l'autonomia operativa
- la responsabilità
- il gusto del lavoro ben fatto
- il desiderio di cercare, apprendere ed approfondire.
Il compito, sia dal punto di vista del processo che del risultato, può quindi rinviare a ciascun ragazzo un'idea di potenza o di impotenza, di adeguatezza o inadeguatezza, di soddisfazione o insoddisfazione, di approvazione o disapprovazione e quindi ha dei risvolti importanti per la formazione della stima di sé e della considerazione sociale.
Come riuscire a fare in modo che ciascun alunno possa raggiungere, in relazione alle proprie potenzialità, risultati positivi nei diversi ambiti formativi succitati è compito nostro, cioè degli insegnanti che affidano il compito, con tutte le implicazioni che ciò comporta, e dei genitori che presidiano il luogo e le relazioni dove il compito sarà eseguito.
Come educatori dobbiamo quindi impegnarci a ridare valore al compito recuperandone il senso e l'efficacia formativa.
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COSA CI IMPEGNIAMO A FARE
Perchè il compito diventi una risorsa per tutti, utile al raggiungimento degli obiettivi succitati,
per permettere all'alunno la programmazione e la gestione di piani realistici di lavoro extrascolastico, il compito:
- deve essere assegnato almeno due giorni prima
- durante la lezione deve essere comunicato utilizzando un tempo congruo alla sua annotazione sul diario e all'analisi della consegna
- deve essere accompagnato da azioni dimostrative su come dovrebbe essere eseguito
- deve essere affidato esplicitando la motivazione per cui è utile farlo
- deve essere affidato senza connotazioni negative (compiti di castigo)
- va utilizzato anche in modo anticipatorio rispetto ai contenuti da trattare per creare interesse e conoscere le precognizioni degli alunni
- va assegnato comunicando la stima del tempo necessario per la sua esecuzione.
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COME CONTROLLIAMO LA QUALITA'
Riteniamo che un compito sia qualitativamente valido solo se permette a ciascun alunno di realizzare un valore aggiunto all'interno del suo percorso di apprendimento.
Il valore aggiunto potrebbe anche essere quello di rendersi conto, quindi acquisire la consapevolezza, di non aver capito tutto ciò che è stato spiegato e/o fatto con l'insegnante.
Crediamo perciò che la qualità del compito a casa sia correlata all'efficacia che ciascun alunno rileva per sé.
Un compito è efficace se:
- sostiene la motivazione
- ha senso per ciascun alunno nell'ambito della costruzione del proprio apprendimento
- è sufficientemente vario sul piano operativo (sia nei modi che nei contenuti)
- viene corretto dall'insegnante e dall'alunno
- viene valutato dall'alunno e dall'insegnante
Riteniamo quindi indispensabile:
- porre attenzione nel differenziare la proposta operativa e/o di studio in relazione ai livelli e ai tempi di lavoro e di apprendimento (soprattutto per gli alunni con maggiori difficoltà)
- valorizzare il compito ben fatto
- utilizzare periodicamente modalità di autovalutazione del compito scritto e dello studio
- insegnare strategie di pianificazione del lavoro nell'arco della settimana
- collaborare con i genitori per controllare l'efficacia della pianificazione
- insegnare, soprattutto in prima, strategie cognitive e metacognitive di approccio al compito scritto e allo studio.
COME CONTROLLIAMO LA QUANTITA'
Rispetto alla quantità, che è in stretta relazione al tempo, pensiamo che un obiettivo importante sia quello di abituare l'alunno ad aumentare gradualmente il tempo dedicato al compito, sia in previsione della continuazione degli studi, sia in relazione ad un uso più consapevole del tempo stesso.
Sulla quantità, noi opereremo comunque un controllo che sarà duplice: individuale, da parte di ogni docente e d'equipe come consiglio di classe.
A livello individuale ogni docente eserciterà l'autocontrollo in considerazione della stima del tempo necessario per l'esecuzione del compito assegnato.
A questo proposito sarà utile verificare inizialmente i tempi reale di esecuzione per tarare la propria stima sui valori medi della classe.
A livello di consiglio il controllo si effettuerà attraverso la compilazione dell'agenda settimanale dell'insegnante su cui ciascun docente scriverà i compiti e lo studio assegnato.
Il coordinatore della classe settimanalmente effettuerà un controllo e comunicherà periodicamente ai docenti della classe le sue osservazioni.
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COME DIVERSIFICHIAMO I COMPITI IN RELAZIONE AI LIVELLI
La classe è un contesto molto eterogeneo, non solo per sesso ma soprattutto per caratteristiche personali che rendono ogni individuo unico come unica è la sua storia, il suo progetto di vita e ciò che ciascuno cerca o cerca di imparare nella scuola.
Affermare l'eterogeneità come una risorsa e valorizzarla attraverso la scoperta dei valori e dei limiti di ciascuno, aiuta gli alunni a sgombrare il campo da una serie di paure che tutti hanno in ambito sociale, e che tutti avvertono. Molto spesso infatti i ragazzi utilizzano il confronto con gli altri come unico parametro di valutazione di sé e della qualità della propria prestazione e le paure che da qui nascono possono portare ansia e/o giudizi svalutativi, estremamente pericolosi per la crescita personale.
L'obiettivo dovrebbe essere allora quello di imparare la democrazia in classe attraverso modalità di valorizzazione e di valutazione di sé più riferite alle tappe di realizzazione del proprio progetto dove il gruppo diventa un elemento essenziale per contenere, incoraggiare, sostenere, consolare e motivare.
L'individualizzazione della proposta pedagogica diventa perciò un elemento essenziale per la crescita personale. Ciascun docente si impegna quindi a ricercare e ad utilizzare strategie (modalità comunicative, esercizi di autovalutazione, molteplicità di strategie didattiche) che possano permettere a ciascuno di individuare un proprio percorso educativo e di avanzare, il più possibile con serenità, nel raggiungimento delle tappe di avvicinamento agli obiettivi che si è posto.
In questo ambito il compito a casa ha un valore notevole e va pertanto dimensionato.
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PERIODICITA' E MODALITA' DI CORREZIONE E VALUTAZIONE
E' ovvio che se il compito non viene controllato e perde la sua efficacia formativa e agli occhi degli alunni perde di senso rischiando di essere gradualmente sottovalutato come strumento didattico.
Ogni docente si impegna pertanto a realizzare un controllo continuo attraverso l'utilizzo delle seguenti modalità:
- controllo dell'esecuzione
- controllo della qualità della prestazione individuale
- correzione collettiva in classe che prevede forme di autocorrezione
- controllo periodico del quaderno dove si valuta l'ordine, la cura e la completezza dell'esecuzione, l'uso corretto delle varie sezioni in cui il quaderno è diviso.
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