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ORGANIZZAZIONE CURRICOLARE

Le finalità educative della programmazione dell'Istituto sono quelle fissate nelle Indicazioni Nazionali, in particolare:

  1. LA FORMAZIONE DELL'UOMO E DEL CITTADINO NEL QUADRO DEI PRINCIPI AFFERMATI DALLA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA
  2. L'INTERAZIONE FORMATIVA CON LA FAMIGLIA, QUALE SEDE PRIMARIA DEL FANCIULLO, E CON LA PIÙ VASTA COMUNITÀ SOCIALE
  3. L'EDUCAZIONE ALLA CONVIVENZA DEMOCRATICA E, IN PARTICOLARE, LA FORMAZIONE DI UN COSTUME DI RECIPROCA COMPRENSIONE E DI RISPETTO ANCHE IN MATERIA DI CREDO RELIGIOSO
  4. LO SVILUPPO DELLA CREATIVITÀ COME PROGRESSIVA CAPACITÀ DI AUTONOMA VALUTAZIONE DELL'USO DELLE CONOSCENZE SUL PIANO PERSONALE E SOCIALE
  5. LA PADRONANZA E L'USO DEI VARI TIPI DI LINGUAGGIO, L'AVVIO AD UNA ADEGUATA PREPARAZIONE SCIENTIFICA, LA CONOSCENZA ATTENTA DELLA VITA UMANA E SOCIALE, L'INTERROGARSI CRITICAMENTE SUGLI ASPETTI PIU' IMMEDIATI DEL MONDO ATTUALE.

La scelta dei contenuti e della metodologia avviene in riferimento a questi valori:

SOCIALIZZAZIONE
Per socializzazione s'intende:

  • capacità di raccontare
  • capacità di raccontarsi
  • capacità di ascoltare
  • capacità di comunicare intenzioni
  • disponibilità ad accettare il contributo di altri
  • capacità di provare a conoscere la realtà dal punto di vista degli altri
  • dividersi i compiti

L'insegnante è un elemento socializzante e deve porsi in un atteggiamento di disponibilità nei confronti degli alunni e dei propri collaboratori.

L'intervento dell'insegnante mira a mettere a disposizione del bambino tutti i possibili canali di comunicazione.

La famiglia dovrà favorire i rapporti sociali del bambino al di fuori del suo ambiente: questo perché il bambino incontri anche altri adulti diversi dai genitori e gli vengano offerti stimoli e condizioni che consentano attività che in famiglia non si possono svolgere, in modo che la presenza di più modelli diventi un mezzo per far procedere il bambino sulla strada del riconoscimento di se stesso e della propria autonomia.

Ogni insegnante introdurrà sistematicamente la conversazione, partendo sempre dalla realtà della classe e dai problemi che emergono. È molto importante, per ottenere la partecipazione collettiva, creare uno spazio, cioè dare la possibilità a tutti di trovarsi a proprio agio.

Il bambino, nell'ambito della scuola, deve poter continuare l'attività ludica che ha sempre svolto: specie nel primo ciclo è importante il gioco per dargli la possibilità di sperimentare diversi ruoli e di rapportarsi positivamente con gli altri.
È importante che il bambino possa disporre di momenti da gestire liberamente, in presenza dell'insegnante.

Il lavoro di gruppo ha una funzione molto importante: riteniamo che la capacità di collaborare con gli altri sia il termine di un lungo percorso che prevede la sperimentazione dei vari ruoli e l'apprendimento dei modi di accettare gli altri e di farsi accettare.

PLURALITA' E INTERCULTURALITA'
Il processo di acquisizione dei concetti che descrivono i rapporti sociali inizia dall'infanzia. Il bambino entra dunque a scuola con un sapere nelle sue dimensioni storiche, sociali e culturali che si deve interconnettere fra i vari contesti educativi.

L'agenzia scolastica diventa così uno dei referenti del processo di sviluppo del bambino, completando l'educazione dei genitori. Questo obiettivo può essere raggiunto aiutando il bambino ad allargare la gamma di informazioni culturali, mettendolo pian piano in grado di affrontare tutte le situazioni più complesse, dal punto di vista cognitivo-affettivo, e mostrando contemporaneamente fiducia nei vari approcci che si presentano nell'ambito delle più vaste relazioni sociali, sia con gli adulti sia con i coetanei.

Per riassumere l'obiettivo di questo discorso, si può affermare che educare alla pluralità deve tenere presenti alcuni elementi di fondo:

  • lo sviluppo della percezione sociale del bambino
  • le influenze dell'ambiente familiare
  • le influenze dei mass media
  • le influenze della cultura sociale
  • le influenze della scuola.

Tenendo conto che in una società eterogenea ogni elemento ha valore solo in relazione agli altri e che reciprocamente si influenzano, un progetto di educazione alla pluralità, atto ad eliminare le più latenti cause di pregiudizi, deve avere come obiettivi principali:

  • favorire gli scambi sociali
  • favorire l'azione educativa
  • favorire l'elevazione del grado di consapevolezza intorno al problema fornendo informazioni le più esaurienti possibili.

In una prospettiva di apertura e con la finalità di portare il bambino ad essere cittadino del mondo, l'educazione si occupa anche degli elementi ricorrenti che determinano i processi di formazione dell'identità culturale dei bambini, nonchè delle dinamiche sociali e culturali di scambio e di integrazione attraverso, anche, l'analisi degli stereotipi e dei pregiudizi.

Questa prospettiva di fare scuola è caratterizzata dalla trasversalità degli obiettivi, che investono tutte e tre le dimensioni del rapporto insegnamento - apprendimento:

  • trasmettere ed acquisire conoscenze
  • analizzare e verificare valori
  • assumere comportamenti in conseguenza a scelte consapevoli

In questo modo le attività didattiche sono connotate dalle finalità educative che si possono così riassumere:

  • ampliare gli orizzonti spazio - temporali dei bambini arricchendoli di conoscenze relative a radici culturali e contesti socio - ambientali di altri popoli
  • promuovere la conoscenza di specificità e di affinità delle culture
  • costruire un concetto di identità che includa il rispetto dell'identità altrui
  • valorizzare i momenti di incontro tra culture diverse
  • educare alla pratica della convivenza pacifica, anche applicando modi per la mediazione dei conflitti nell'ambito scolastico

Conseguentemente si andranno a costruire comportamenti di disponibilità, pratiche del raccontare e del raccontarsi, fiducia nel cambiamento e capacità di rinnovarsi, fino ad intendere l'identità come un processo di trasformazione e di arricchimento reciproco.

CONTINUITÀ EDUCATIVA
La continuità nasce dall'esigenza primaria di garantire il diritto dell'alunno ad un percorso formativo organico e completo, che mira a promuovere uno sviluppo articolato e multidimensionale del soggetto, il quale, pur nei cambiamenti evolutivi e nelle diverse istituzioni scolastiche, costruisce così la sua particolare identità. Una corretta azione educativa, infatti, richiede un progetto formativo continuo.

I piani d'intervento mirati a promuovere la continuità saranno intesi come progettazione intenzionale ed organizzata di 'azioni positive' che garantiscano il raccordo tra le scuole e con l'extrascuola.

Tali piani troveranno la loro necessaria collocazione all'interno della più generale programmazione educativa e didattica, come pratica unificante e qualificante per tutti gli ordini e gradi di scuola.

(ved. anche: Accoglienza Progetto ponte pag.32)

RAPPORTI SCUOLA FAMIGLIA
La scuola è chiamata a dialogare con le famiglie in modo sostanziale, a sviluppare una propria proposta educativa ispirata al valore del confronto.

Nei momenti e negli ambiti previsti dal D.P.R. 416 (Consiglio di Istituto, Consiglio dell'Interclasse, Assemblea di Classe, Associazioni dei genitori) i genitori partecipano alla gestione della scuola secondo il calendario degli incontri deliberato dal Collegio dei Docenti.

I rapporti scuola-famiglia sono inoltre possibili attraverso:

  • il diario personale dell'alunno
  • i colloqui individuali con gli insegnanti, secondo orari e modalità che vengono comunicate ai genitori ed alla Direzione
  • i colloqui col Dirigente scolastico, capo di Istituto, che sono possibili su appuntamento per agevolare i rapporti tra docenti, genitori ed alunni.

UNITARIETÀ EDUCATIVA E DIDATTICA
La scuola attua un progetto culturale ed educativo secondo un passaggio continuo che va da un'impostazione unitaria predisciplinare all'emergere di ambiti disciplinari progressivamente differenziati.

Il Collegio dei docenti si impegna a realizzare un ambiente favorevole alle esigenze degli alunni, finalizzato a promuovere relazioni ed apprendimenti significativi. A tal fine è fondamentale lavorare per realizzare una unitarietà educativa e didattica attraverso intenzionalità comuni che si esprimano, pur nella differenziazione delle discipline, a livello di stile comunicativo, di qualità relazionale e di sfondo organizzativo.

 
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